Fabio Girola in arte Weik, giovane pilota d’aerei nasce a Milano nel 1984.
La forte passione per il volo si accompagna con quella per la fotografia e la pittura ed inizia da giovane et?†, dove nel 1997 scopre il mondo del writing, da l?¨ un continuo impegno, studio ed allenamento, lo portano a partecipare ad eventi internazionali di graffiti come il ‚ÄúMeeting of styles ‚Äú lo ‚ÄúStreet attitudes‚Äù affermandosi tra le nuove leve del graffitismo nazionale, pian piano fa maturare la sua tecnica su tela, ma senza mai tralasciare le superfici metropolitane, partecipa a numerose esposizioni private dove guadagna consensi dal pubblico e dagli addetti ai lavori.
Nel 2005 assieme a Banc Mind2 e Asker fonda l‚Äôinterplay, un collettivo che raccoglie tutte le forme di visual art al servizio: dell‚Äôarte, del design, della pubblicit?†, della moda e della fotografia.
Partecipa alla realizzazione di stand fieristici di rilievo, come al Macef per la stilista Agatha Ruiz della Prada,PROMOTION EXPO,Smart e si occupa di scenografie, decorazione e design d’interni presso numerose ditte e multinazionali come televisionet, D&K, collaborando spesso in campo di design e web design con diverse aziende del settore pubblicitario, nel 2006 viene contattato da diversi comuni della provincia Milanese,istaurando una forte collaborazione,gli vengono commissionati lavori pubblici,affrescando grandi aree comunali.
Inizia cosi a farsi conoscere ad un vasto publico,partecipando ad eventi sempre piu importanti per il panorama underground,come ad esempio l’evento proposto dalla Triennale di Milano “Bovina in Linea” ,partecipa con live painting presso il PAC Padiglione Arte Contemporanea di Milano,per la ormai celebre mostra “Street art Sweet art” fino a collaborare con il NABA Nuova Accademia delle Belle Arti per live painting ed interventi didattici.
In questi anni coltiva la passione per la fotografia, collaborando alla realizzazione di book e reportage,miscelando le sue tecniche pittoriche con le sue doti fotografiche.
La passione pi?? grande di Weik rimane dipingere su parete, studiare e far evolvere le sue lettere in modo da riportarle su tela, con la stessa aggressivit?†e forza che racchiude un graffito, a differenza della maggior parte dei writers milanesi, spicca per il suo modo di evidenziare ombreggi e tridimensionalit?†, una tecnica pulita che cerca di cogliere le sfumatore e gli ombreggi del gran maestro Dal?¨ ammirato e modello d‚Äôispirazione per Fabio Weik, adagiandole su sfondi con tratti informali e decisi dell‚Äôastrattismo, le lettere sono studiate in tutte le dimensioni e cercano di uscire dalla parete o dalla tela che le racchiude, coinvolgono il visionatore, con parti che sembrano delle vere sculture, con un coretto studio delle forme e delle luci.
La decisione di veri e propri solidi che vogliono fuoriuscire con la loro tridimensionalit?†, dalla superficie piana che li possiede
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